giuramento di Ippocrate

IPPOCRATE 460 a.C

Ho frequentato molti posti e molti sapienti, ma ho imparato solo quello che mi interessava e si confaceva con la mia indole. Un professore mezzacalzetta della Clinica medica di Siena nel 1972 mi disse di non andare a studiare in America, gli feci una pernacchia e lo mandai a quel paese. Fare il Medico era per me una missione contro la sofferenza, ma mi sono comportato come Don Chisciotte tra i mulini a vento. Nel 1996 fui denunciato per aver prescritto la morfina ad un malato terminale e finii su Rai 3 a “Mi manda Lubrano“. Le mie proposte per realizzare l’Ospedale a domicilio furono battezzate come “Bindate“. Gli Ospedali sono Aziende, il malato è un Utente e  la sua sofferenza inquadrata in un DRG. Se crea profitto bene altrimenti starà in lista di attesa.

Il mio giuramento di Ippocrate

  • • ¬ Giuro Su Dio, su tutti i Santi uomini illuminati e sui miei Genitori che eseguirò questo giuramento etico – morale in scienza e coscienza.
  • ¬ Stimo il mio maestro Ippocrate come mio padre e insegnerò quest’arte senza richiedere compensi né patti scritti; renderò partecipi  degli insegnamenti gli allievi che mi seguono vincolati dal giuramento medico e le persone che vogliono aumentare la loro conoscenza.
  • ¬ Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo parsimonia e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa con parole, pensieri o azioni.
  • ¬ Non somministrerò un farmaco pericoloso o mortale , né suggerirò un tale consiglio;
  • ¬ Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte.
  • ¬ Non curerò chi soffre di malattie che non conosco, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti in queste attività.
  • ¬ In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati e mi asterrò da ogni azione corruttrice sul corpo e sulla mente delle donne e degli uomini.
  • ¬ Ciò che io conoscerò durante la mia professione e anche fuori  tacerò, ritenendo come un segreto ciò che appartiene alla persona.
  • ¬ A me che adempio tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato dagli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.

Ora, che sono libero in pensione, ho smesso di  Curare la malattia e Insegno la Salute”. Le mie ricerche continuano perché la scienza non da risposte, ma pone domande.  Potrei benissimo zappare l’orto se la medicina avesse trovato la cura del cancro, ma oggi le persone continuano a morire di cancro sempre di più e sempre più giovani.

Il “China Study” ha illuminato la mia medicina e indicato la strada per uscire dal tunnel del cancro. La filosofia buddista mi ha insegnato a guardare la realtà nel suo insieme. L’obiettivo di un medico è la salute della persona. La guarigione è soddisfazione , la morte un fallimento. Ippocrate è morto 2500 anni fa, ma non vedo perché l’insegnamento di una medicina fondata sull’etica e sulla morale debba essere sostituito dalle nuove tecnologie e dai nuovi look medicali.
Il libro “L’alimentazione nella prevenzione del cancro” è nato per chi ha la “sfortuna di un cancro”. Se si conosce la causa si può risolvere il problema. Provocatore di pensiero, goliardico, ironico, antipatico a molti, ricercatore senza fine…….Quisisana è il progetto del 2019 nel monastero di Thamkrabok in Tailandia.  il 2018 ha visto l’avvio del progetto epigenetico “Sentieri di Guarigione“. Il futuro non esiste, il passato non ritorna e il presente deve essere vissuto eticamente seguendo la retta via come insegna il Buddha.

Nel 1990 il Dott. Benedetti, che gestiva un Ospice nell’Ohio, mi insegnò che il dolore è il 5° segno vitale. I segni della vita terrena sono cinque: 1) respirazione, 2) battito cardiaco, 3) pressione arteriosa, 4) temperatura, 5) dolore. In Asia non si studiano i settori, ma l’insieme della persona. il dolore si chiama sofferenza e non c’è dicotomia tra corpo e mente.
La sofferenza dell’uomo è un insieme concatenato tra Corpo, Mente e Anima. Sfortunatamente, la difficoltà di capire la vita spinge i medici ad un approccio riduzionista.  Lo sanno i pazienti quando si sentono dire “La mando da un altro  specialista perché non è la mia specializzazione”.

Ippocrate: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”