Thamkrabok Consapevolezza

Consapevolezza del proprio Essere

Il progetto QUISISANA nasce da una triste constatazione: molte persone malate di cancro si affannano a rincorrere la malattia. Non sanno o non sono riusciti a comprendere in pieno la causa che li mette in pericolo. Si comportano come banderuole che seguono il vento delle parole di altre persone e i pensieri che la paura genera nel cervello. Nonostante i giusti consigli rimangono attaccati alle abitudini che hanno portato al cancro. Costoro sono Brave persone, ma sono vittime dell’attaccamento ai beni materiali e sentimentali che li circondano. Il cibo è quello industriale, al massimo biologico, lo stile di vita continua il suo trantran e la mente è impegnata a cercare il farmaco, l’integratore o l’ultima tecnica letta su internet per vivere un giorno di piùa. Se c’è qualche problema psicologico si cerca lo psicoterapeuta per rimuovere antichi traumi pendenti. “Conoscere se stessi” non è facile, è come rispondere alla domanda “Che cosa è la vita?” e “Che cosa faccio in questo mondo?“. Queste persone non si sono mai poste la domanda sul perchè sono venute al mondo.

Per guarire dal cancro serve una consapevolezza che molti non riescono a raggiungere, ci provano, pensano di essere arrivati, invece sono nel mezzo del guado. La persona vive di emozioni e di stimoli che arrivano da altre persone e dall’ambiente. Ad ogni input corrisponde una reazione, buona o cattiva non importa, ma significa di essere sotto la cappa dell’attachment buddista.  Cosa significa “attaccamento“? In lingua pali è UPADANA: prendere, afferrare, tenere, in realtà è come un olio che brucia la fiamma. Tutte le volte che si prende qualche cosa si rifornisce di olio la fiamma. Una semplice tazzina di caffè stimola un desiderio e nel momento che si prende la tazza e la si riposa vuota è UPADANA. Abbiamo afferrato un piccolo insignificante oggetto. Una TAC che indica un incremento delle lesioni quando ci sperava nella regressione, provoca una reazione emotiva che è UPADANA. La paura del futuro fa crollare le certezze che si pensavano consolidate. L’attaccamento si manifesta nelle percezioni sensoriali, negli stati emotivi, nel seguire le regole e nella idea del sé. Nella vita e nella malattia bisogna essere come una canna di bambù che si piega e lascia correre il vento senza ostacolarlo. Comportarsi come una querce che vuole mantenere la sua posizione, fa correre il rischio di essere sradicati e travolti.

Quale posto migliore di un monastero buddista immerso nella foresta tra una comunità di monaci per trovare l’equilibrio della mente e la determinazione per cambiare se stessi? Basta guardare il loro modo di vivere per capire cosa significa “non essere condizionati dall’attaccamento“. La parola chiave è “lascia, lascia andare”. La consapevolezza si costruisce allo stesso modo in cui si sale una scala a pioli. Ad ogni gradino si lascia indietro quello vecchio perché non serve più.

Chi pensa che sia sufficiente addomesticare il cervello con un sonnifero artificiale (halcion) o naturale (melatonina), si sbaglia. Lo diceva Ippocrate, il cancro è abbinato alla depressione. Sono un binomio in cui non si sa chi viene prima, se l’uovo o la gallina. Convivono anche quando non sono manifesti.

A THAMKRABOK-QUISISANA sono pronte due case per ospitare chi dall’Italia vuole conoscere un Modus vivendi sconosciuto nelle città occidentali. Sarà possibile stare da 2 a 4 settimane. Il programma è semplice. Insegnamento su Alimentazione vegetale, Meditazione, Attività ricreative e lavorative e disintossicazione del corpo. Una Sauna è attiva dalle 16 del pomeriggio prima del Chanting dei monaci alle  18, che chiude la giornata. La regola di Thamkrabok è che nessuno ti dice cosa fare o ti fa gli orari, è la tua Coscienza e il tuo orologio interno che stabiliscono il da farsi. Dal 15 gennaio 2019 Thankrabok è aperto a tutti coloro che con uno zaino montano sull’aereo e partono.. Da Milano c’è il volo low-cost diretto a Bangkok .

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