Thamkrabok Consapevolezza

Consapevolezza del proprio Essere

Il progetto QUISISANA nasce da una triste constatazione nella attività iniziata nel 2015. Molte persone malate di cancro si affannano a rincorrere la malattia. Non sanno o non sono riusciti a comprendere in pieno la causa che li mette in pericolo. Nonostante i giusti consigli rimangono attaccati alle loro abitudini. Il cibo è quello industriale, al massimo biologico, lo stile di vita continua il suo trantran e la mente è impegnata a cercare il farmaco , l’integratore o l’ultima tecnica letta sui giornali per  migliorare la malattia. Se c’è qualche problema psicologico si cerca lo psicoterapeuta per rimuovere antichi traumi pendenti. “Conoscere se stessi” non è facile, è come rispondere alla domanda “Che cosa è la vita?” e “Che cosa faccio in questo mondo?”

Per guarire dal cancro serve una consapevolezza che molti non riescono a raggiungere, ci provano, pensano di essere arrivati, invece sono nel mezzo del guado. La persona vive di emozioni e di stimoli che arrivano da altre persone e dall’ambiente. Ad ogni input corrisponde una reazione, buona o cattiva non importa, ma significa di essere sotto la cappa dell’attachment buddista.  Cosa significa “attaccamento“? In lingua pali è UPADANA: prendere, afferrare, tenere, in realtà è come un olio che brucia la fiamma. Tutte le volte che si prende qualche cosa si rifornisce di olio la fiamma. Una semplice tazzina di caffè stimola un desiderio e nel momento che si prende la tazza e la si riposa vuota è UPADANA. Abbiamo afferrato un piccolo insignificante oggetto. Una TAC che indica un incremento delle lesioni quando ci sperava nella regressione, provoca una reazione emotiva che è UPADANA. La paura del futuro fa crollare le certezze che si pensavano consolidate. L’attaccamento si manifesta nelle percezioni sensoriali, negli stati emotivi, nel seguire le regole e nella idea del sé. Nella vita e nella malattia bisogna essere come una canna di bambù che si piega e lascia correre il vento senza ostacolarlo. Comportarsi come una querce che vuole mantenere la sua posizione, fa correre il rischio di essere sradicati e travolti.

Quale posto migliore di un monastero buddista immerso nella foresta tra una comunità di monaci per trovare l’equilibrio della mente e la determinazione per cambiare se stessi? Basta guardare il loro modo di vivere per capire cosa significa “non essere condizionati dall’attaccamento“. La parola chiave è “lascia, lascia andare”. La consapevolezza si costruisce allo stesso modo in cui si sale una scala a pioli. Ad ogni gradino si lascia indietro quello vecchio perché non serve più.

Chi pensa che sia sufficiente addomesticare il cervello con un sonnifero artificiale (halcion) o naturale (melatonina), si sbaglia. Lo diceva Ippocrate, il cancro è abbinato alla depressione. Sono un binomio in cui non si sa chi viene prima, se l’uovo o la gallina. Convivono anche quando non sono manifesti.

A THAMKRABOK-QUISISANA sono pronte due case per ospitare chi dall’Italia vuole conoscere un Modus vivendi sconosciuto nelle città occidentali. Sarà possibile stare da 2 a 4 settimane. Il programma è semplice. Insegnamento su Alimentazione vegetale, Meditazione, Attività ricreative e lavorative e disintossicazione del corpo. Una Sauna è attiva dalle 16 del pomeriggio prima del Chanting dei monaci alle  18, che chiude la giornata. La regola di Thamkrabok è che nessuno ti dice cosa fare o ti fa gli orari, è la tua Coscienza e il tuo orologio interno che stabiliscono il da farsi. Dal 15 gennaio 2019 Thankrabok è aperto a tutti coloro che con uno zaino montano sull’aereo e partono.. Da Milano c’è il volo low-cost diretto a Bangkok .

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