Covid-19 Dubbi Domande e Speranze

Quali sono le cause individuali, sociali e ambientali che hanno generato l’eccesso di fatalità ingolfando gli ospedali?

Perché i Cinesi hanno presentato minori morti rispetto ai paesi occidentali? La risposta giusta ancora non è uscita dal cilindro.

Le “Polmoniti atipiche” del COVID-19 erano già in circolazione nel novembre 2019 sia in Cina che in Lombardia. Grazie al dottor Li Wenliang il 9 gennaio 2020 è stato riconosciuto ufficialmente il nuovo Coronavirus. Io ero in Thailandia e il primo articolo che lessi sulla pandemia spiegava che la crescita esponenziale si sarebbe fermata nel momento in cui tutta la popolazione del globo sarebbe stata contagiata. Il modello dei chicchi di grano nella scacchiera spiega la crescita logaritmica, ma non sempre. Oggi anche con 100.000 tamponi al giorno il blocco delle discoteche e degli assembramenti comprese scuole elementari fanno sorgere il dubbio che si voglia rallentare il decorso naturale del Covid-19. A fronte di un misero 0,5% di decessi su 60 milioni di italiani e della Asintomaticità della quasi totalità della popolazione il dubbio sulle misure sanitarie restrittive aumenta ogni giorno. L’aspetto preoccupante è come l’informazione scientifica è elargita tramite i mass media.

Oggi non è importante sapere se questo virus è naturale o artificiale. Superata la fase critica iniziale sarà il tempo che porterà la verità a galla. Quello che è importante capire è perché in determinate aree geografiche come Milano, Bergamo e Brescia nonché Wuhan e New York la mortalità è massima rispetto ad altri luoghi dove è minima (Aree metropolitane ad alta concentrazione di abitanti, Hub aereoportuale e ferroviario, sede di manifestazioni ludiche, alta densità sanitaria ospedaliera  insediamenti industriali, inquinamento ambientale e altro). L’Italia è un ottimo laboratorio di ricerca. Nel lungo stivale al nord c’è stato l’85% dei decessi, mentre tra centro e sud a malapena si registra un esiguo 15%.

Quale è l’identikit del paziente deceduto di COVID-19? Chi sarà a rischio di morte nel prossimo vero ritorno del virus (inverno o primavera 2021)? È possibile prevedere chi è a rischio di morte? È possibile attuare un sistema di prevenzione? Ad oggi le informazioni fornite quotidianamente dai Mass-media si basano sulle statistiche di Trilussa: un pollo a testa ma il ricco ne mangia due mentre il povero muore di fame. Oggi l’identikit dei deceduti è chiaro e se non si interverrà in modo oculato il Covid-19 farà nuovamente un pasto ghiotto.

il Guarito NON è Guarito ma un cronico
Sindrome Post Covid-19

I guariti in Italia sono 208.000. In UK e US sono riuniti in gruppi perché “Guariti non sono”. Si chiamano “long-haulers” volgarmente definita in Italia Sindrome post-COVID-19. Sono dei sopravvissuti con Qualità della Vita peggiorata nel 50%. I long-haulers sono portatori cronici dei sintomi più svariati. Se non ci fossero state le autopsie di Bergamo e Milano la terapia del Covid-19 sarebbe ancora all’età della pietra: Ossigeno in ventilazione forzata nelle rianimazioni. La Trombosi intravasale disseminata CID si cura con l’eparina. Difficoltà respiratorie, debolezza muscolare, dolore, affaticamento, febbre prolungata, sintomi neurologici, vascolari e cardiaci, ovunque si è creato un trombo e non è regredito si sviluppa un sintomo che può durare mesi ma anni.

Il 15 aprile 2020 è avvenuto lo spartiacque nelle terapie ospedaliere. Prima di quella data ormai è riconosciuto a livello mondiale, le cure erano sbagliate. Chi leggerà il libro di Stefen Harrod “Antivirali naturali” scoprirà che tutti i Coronavirus causano trombosi. Anche molti decessi nell’influenza invernale sarebbero evitati se si usasse l’eparina. Un coagulo del sangue non sicura con l’ossigeno o gli antibiotici ma con l’eparina. Naturalmente ci vuole il medico che visita il malato e fa le prescrizioni appropriate.

Il domicilio rappresenta il luogo dove avviene l’inizio della malattia. Non bisogna aspettare che i sintomi divengano gravi. Il Covid-19 ha una peculiarità: si presenza con una sintomatologia multipla, di forte intensità completamente diversa da quella delle comuni influenze. La persona informata se ne accorge subito e deve iniziare le terapie senza dilazione. Le prime 12-48 ore sono cruciali. La mia esperienza personale mi ha dimostrato che la Clorochina con lo schema utilizzato in Cina abbatte i sintomi in 3 giorni, ma il recupero è lento. Oggi concordo con quanto dice lo pneumologo dr.ssa Dixie Harris. Nella sindrome post Covid-19 i sintomi perdurano cronicamente impedendo un ritorno alla vita normale: respiro corto, dolori muscolari, fibromialgia, stanchezza, febbricola, sintomi neurologici, vascolari cardiaci e depressione. I guariti tendono però al “miglioramento nel tempo” lento ma graduale. Oggi dopo quattro mesi, le terapie che hanno rivoluzionato il decorso del Covid-19 eparina, plasma immune, clorochina, ozonoterapia e alcuni antivirali dovrebbero essere di pubblico dominio e la prevenzione rimane l’arma migliore per tutelare la propria salute.

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