Perchè QuiSiSana è a Thamkrabok?

Perché Thamkrabok ? Cosa ha di particolare? Negli anni ‘50 l’Abate Luang Phor Yai ideò un metodo per disintossicare i ragazzi dalla droga in due mosse:  1) la Sagjá e 2) il Detox. La Sagjá è la volontà di guarigione, il ritorno alla vita in salute. Una breve cerimonia introduce nel mistero della mente in modo che non vacilli di fronte alle tentazioni. La volontà si trasforma in determinazione e diviene un nuovo modo di vivere e di affrontare il presente momento per momento. Il Detox pulisce il corpo dalla droga. La medicina Jatá è talmente stomachevole che fa vomitare fino a quando l’acqua dallo stomaco non esce pulita. L’Eroina, la Marijuana o il Metadone hanno bisogno di una cura aggressiva. Quando il dente è marcio deve essere estirpato.

Nel 2005 conobbi l’attività dei monaci e i risultati di disintossicazione sui drogati. Capii che le cure che conoscevo in Italia erano un gradino più in basso. Le forze della natura e la volontà delle persone sono più potenti della medicina occidentale. Il tempo mi ha permesso di capire che quello che sembra complesso, in realtà segue le leggi della natura. Quello che era valido nella droga, era valido anche per i malati di cancro.

Dopo la Festa dei Guariti a Carpi (Modena) nel 2016 è risultato chiaro che molte persone si arrabattano intensamente per cercare la guarigione ma non la trovano. Questa è una sconfitta del medico e la morte della persona. Un elemento mancante è il blocco della libertà mentale, materiale e sociale. Si chiama “Comfort Zone”. Questo blocco impedisce quel salto necessario per approdare dove accadono cose magiche altrimenti dette “Miracoli”. La Confort zone è la vita piena di abitudini e impegni che impedisce la conoscenza e l’esperienza di nuove realtà. Thamkrabok è lontano 10.000 km dall’Italia e chi  decide di raggiungerlo tenta la carta  di tagliare la quotidianità e fare un salto nell’incognita di un monastero buddista.

L’occidentale che arriva a Thamkrabok si trova catapultato in un luogo “alieno”. È giocoforza essere tagliati fuori dalle abitudini. L’adattamento e l’improvvisazione emergono ogni giorno per istinto di sopravvivenza. La permanenza è di 2, massimo 4 settimane. Quando si parte la vita ha un colore diverso rispetto all’arrivo.

Chi si domanda “Perché dovrei andare a Thamkrabok?” deve sapere che “Si guarisce in 10.000 modi diversi, tutti dipendenti dai fattori intrinseci della persona. Alcuni hanno bisogno di una spinta e questa può avvenire in altrettanti 10.000 modi”. Io punto sulla alimentazione e sulla rottura con le abitudini consolidate, ma sta alla persona la decisione di cosa fare.

La storia di ZOE e suo marito Arturo mi ha mostrato  l’esistenza del “Punto di non ritorno“. La persona in un determinato momento della vita si trova all’ultimo bivio della strada. Solo due persone conoscono in anticipo il bivio perché la scienza attuale non ha queste conoscenze. La prima è il Creatore, ma non parla, sa tutto ma non interviene perché ha dato alla persona tutte le istruzioni per i problemi della vita. La seconda è la persona. Molti fanno la cicala dissipando il tempo dal momento della diagnosi e sottovalutano i segnali mandati dal corpo, inevitabilmente al bivio scivolano nel baratro. Anche chi ha tentato tutto quello che era possibile a volte a volte non riesce a cambiare il suo destino.  L’orologio interno delle cellule ha un numero finito di ricariche e  dopo l’ultima, non c’è modo di risalire la china salvo un Miracolo.

Il punto di non ritorno è la conseguenza della incapacità ad uscire dalla “Comfort zone”. Tutti sanno che è più comodo andare al bar a prendere un caffè piuttosto che in casa. Le comodità del bar costano, non sono gratis. Nella vita come nel cancro, si possono perdere molte battaglie, ma quello che conta è vincere la guerra. La vita ricomincia nel momento in cui si salta il muro della Confort zone e si tagliano le abitudini. Senza l’atto di volontà nessuno dei Guariti di Carpi avrebbe raccontato la sua storia.

Questo è il progetto Quisisana nel monastero di Thamkrabok. Chi conosce Lo spazio delle varianti di Zeland e ha letto il sogno del Guardiano del parco, conosce anche la sua frase: “Schiocco! Hai il diritto di scegliere e non lo usi”. Thamkrabok è l’opportunità di afferrare la mano tesa per riconoscere la strada della guarigione. Il muro delle comodità fisiche e mentali che risucchia la vita verso il punto di non ritorno, può essere tagliato come un cordone ombelicale .

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