Epigenetica

Il patrimonio genetico ereditato dai genitori e dagli antenati modula la sua attività in base al Modus Vivendi e all’ambiente che circonda la persona. Le informazioni contenute nei geni non sono statiche come quello di un libro, ma dinamiche perché, a seconda delle circostanze a cui partecipa l’individuo, cambiano significato e contenuti. La doppia elica del DNA è come una scala a pioli arcuata. Per capirne il funzionamento bisogna immaginarla come una fisarmonica. I geni, come le pieghe dello strumento emettono vibrazioni, suonano e cambiano le loro armonie in base al movimento delle mani. Le due diverse tastiere e il mantice ad aria sono azionate dalle braccia per emettere musiche gradevoli o sgraziate. La individualità del musicista caratterizza la melodia in uno stretto rapporto con il tipo di alimentazione, l’attività fisica, lo stato mentale, l’ambiente familiare, sociale e l’inquinamento della terra, dell’aria, dell’acqua e del cibo.

Le inaspettate e molteplici forme del DNA sono state dimostrate dai ricercatori del Baylor College of Medicine dell’Università inglese di Leeds.

Il DNA è in costante movimento, non esiste DNA spazzatura come insegnavano fino a 30 anni fa. Molti medici ancora non sanno dell’epigenetica e della multifunzionalità genetica.

Da quando nel 1952 Watson & Crik scoprirono i nucleotidi, cioè i mattoni del patrimonio genetico, l’alterazione innata del DNA è diventato l’asse portante della ricerca e della cura dei tumori. Questa teoria, nata dopo la 2ª guerra mondiale ha determinato una sbornia di massa. Il fatto triste è che questa sbornia non accenna a passare nonostante le evidenze delle ricerche sull’epigenetica. Quando negli anni ’70 leggevo i testi sacri nella facoltà di medicina a Siena, era ancora possibile studiare ed essere interrogato sul metabolismo acido basico, le alterazioni del ciclo di Krebs e l’ipo-ossigenazione dei tumori. Le ricerche dei primi decenni del 1900 andavano in una direzione ben precisa. Il metabolismo alterato delle cellule conferiva le caratteristiche di aggressività e malignità. Il metabolismo sembrava a quei tempi la soluzione di questa grave malattia, ma la teoria genetica nel giro di un decennio spiazzò tutte le vecchie ricerche creando nuovi modelli di cura. La credenza oncologica, in cui tutto quello che succede nel cancro è dovuta alla predisposizione genetica familiare, fa impazzire cellule, oncogeni e oncologi che sparano pallottole all’impazzata contro l’ingovernabilità cellulare. L’oncologia ha imboccato la strada a senso unico, di cui io stesso ho condiviso molti aspetti. La multi fattorialità nella genesi del cancro è stata accantonata. Il ruolo dei cancerogeni è studiato sulle cavie di laboratorio, mentre sull’uomo non è stato possibile determinare il rapporto con uno specifico tumore perché gli esperimenti umani furono vietati dopo la caduta del nazismo. L’epigenetica è la scienza del futuro. Conoscere queste ricerche significa essere aggiornati e informati in campi che superano i confini della sola medicina. Queste evidenze che stanno delineando un nuovo paradigma medio oncologico provengono dalla fisica quantistica, dalla biologia, dalla biochimica, dalla agricoltura e alle nano tecnologie. La prevenzione si trasforma in cura e sta diventando la Bibbia di una nuova rivoluzionaria oncologia. Speriamo che me la cavi! Speriamo che queste ricerche scientifiche non divengano un bersaglio d’interessi che nulla hanno a che fare con la salute della gente

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