Asia Bridge

Lo Tsunami che il 24 dicembre 2004 distrusse le coste della Tailandia causò uno “Tsunami benefico” nella mia mente. Nel gennaio 2005 partii come medico volontario per un ospedale da campo organizzato dai Salesiani sulle coste di Kao Lack vicino Takua Pa a 200 km a nord di Puket. Capitai in una realtà sconostiuta, in un luogo dove in 3 ore erano morte 5000 persone. I loro cadaveri erano nei conteiners del tempio in attesa di essere identificati. Conobbi i militari dei Ris inviati per le identificazioni, i preti, le monache, le infermiere e i volontari tailandesi, l’organizzazione sociale del Governo e quella degli aiuti volontari. Conobbi le persone sopravvissute all’onda alta 10 metri e i segni che aveva lasciato su di loro. Conobbi i bambini orfani che erano tornati a scuola. Conobbi che l’uomo non è nulla di fronte alla natura e sulle rive del mare di Andaman conobbi le anime che erano scomparse nell’oceano.

In Tailandia decisi di continuare a aiutare il prossimo ma non più come volontario ma come filantropo. A siena avevo dato anima e corpo per aiutare le persone sofferenti, lavoravo nel Policlinico come medico ospedaliero e come fondatore volontario della prima associazione di assistenza domiciliare per malati oncologici. La mia attività era conosciuta in tutta italia per il tentativo di educare le Istituzioni a salvaguardare la Dignità e la Qualità della Vita. Ideai il progetto Home Care riconosciuto dal Ministero della Sanità, ma i miei principi etici e morali furono prevaricati da egoismo, invidia e stupidità. In Tailandia vomitai l’acidità che mi era stata elargita nella Città del Palio e capii che dovevo cercare la mia strada lontano da “Loro”. Così iniziarono i miei ping-pong Italia-Tailandia. Ideai le adozioni a distanza per i bambini poveri e orfani tailandesi, collette con mostre fotografiche e conferenze, attivai progetti di acqua potabile in Cambogia. Sviluppai viaggi e progetti sperando sempre di una punta etica in fondo al cuore delle persone. L’ultimo progetto, presentato alla Fondazione del Monte dei paschi di Siena, fu bocciato e scippato l’anno dopo per dirottare i finanziamenti in Africa. Ancora più convinto della piccolezza cerebrale e meschinità della “Anonima Cricca”, mi ritirai in campagna e approfondii quanto stavo imparando nei miei viaggi asiatici. Il buddismo non è stato per me una religione ma una filosofia di vita. Ho avuto bisogno di tempo per capire certe profondità di pensiero, ma grazie a loro il mio equilibrio mentale si è consolidato e ha cambiato la mia irruenza in pacatezza. Conobbi il centro Detox del Monastero di Thamkrabok dove i ragazzi drogati si disintossicavano con medicine di erbe e meditazione.

A Thamkrabok ebbi l’intuizione che se una cura disintossicante è capace di liberare un cervello da legami neurotossici delle droghe, in modo analogo si poteva ripulire il corpo dalle tossine presenti in un malato oncologico. Nell’inverno 2013 portai in Tailandia i libri di Colin Campbell e nel 2015 pubblicai L’alimentazione nella prevenzione del Cancro. Era un libretto piccolino di 100 pagine in cui accettavo e indicavo scientificamente il ruolo della alimentazione nella origine del cancro. Avevo rivoltato la frittata dei miei anni di studi e di lavoro nell’Università portando in evidenza una realtà che era rimasta sepolta sotto la sbornia collettiva della pasticca.

La storica copertina della prima edizione. Nel 2020 ci sarà la 3ª edizione completamente riscritta e aggiornata.

Nel 2019 è partito il progetto QUISISANA nel Monastero-Tempio di Thamkrabok. La guarigione dal cancro richiede un forte atto di volontà per uscire dalla comfort zone in cui tutti si vive. Alcuni “miracolati” riescono in questo sforzo mentale, i più soccombono perchè non sanno controllare la mente. Quale posto migliore di un monastero buddista per una “Vacanza monastica“? Oggi sono riuscito a costruire due abitazioni con le comodità occidentali per ospistare chi vuole “Conoscere Se Stesso”. Il monastero è aperto a coloro desiderodi di guarire, ma altempo stesso hanno bisogno che qualcuno gli sussurra “prendi la mia mano“.

Io attraversai l’Asia Bridge nel 2005 andando allo sbaraglio in un posto sconosciuto. Ora c’è la seconda casa in cui ritirarsi quando è necessario per concentrarsi si stesso stessi e sulla propria salute.

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